articolo=In occasione del 2° Festival Internazionale del Cibo di Strada, organizzato da Confesercenti Cesenate, Slow Food e Conservatoire des Cuisines Mèditerranéennes, che si svolgerà domani e domenica, Napoli sarà rappresentata da una delle gastronomie partenopee più importanti: Timpani %26 Tempura di Antonio Tubelli, che porterà a Cesena Mangiamaccheroni e Zeppole.
Il termine maccheroni non ha un'etimologia precisa. Usato originariamente per designare paste variamente ripiene, sul tipo dei nostri ravioli, lo troviamo impiegato (verso la fine del XIII secolo) per indicare dei gnocchetti di semola simili aglia attuali malloreddus sardi.
Fino al '700, in pratica, tutti i tipi di pasta vengono genericamente definiti maccheroni, fino a che i napoletani - divenuti nel frattempo mangiamaccheroni per definizione - si approriano del termine e lo usano quasi esclusivamente per identificare le paste lunghe trafilate. Ormai - siamo agli inizi dell'Ottocento - i maccheroni rientrano nell'alimentazione quotidiana della popolazione per la loro qualità di cibo semplice, povero, ma soprattutto nutriente e veloce. I primi dagherrotipi ci mostrano i maccheronari agli angoli delle strade intenti a cuocere in enormi pentoloni sobbollenti di brodo vegetale la vivanda e servirla, appena cosparsa di formaggio grattugiato e insaporita col pepe e il basilico, a viandanti che mangiano davanti al banco semz'altro ausilio che le mani.
Da questo momento in avanti i maccheroni - intesi come pasta lunga, tonda e piena - cominceranno ad essere chiamati spaghetti e ad identificare non soltanto i napoletani ma tutto il popolo italiano. Le Zeppole nella versione tradizionale (quella presentata al Festival) si ricavano dalla frittura di un impasto composta da acqua, farina e lievito e rappresentano il tipico piatto della friggitoria napoletana.